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Protezioni da fulmini - Messa a terra

La nostra società, nata nel 1980, si è sempre occupata della commercializzazione di componenti ed accessori per la realizzazione di impianti di messa a terra e parafulmine.

Grazie alla competenza acquisita in oltre trent'anni di attività e alla collaborazione continuativa con i maggiori produttori del settori, in primis con la società DEHN ITALIA SpA di Bolzano, siamo in grado di proporre ai nostri clienti, molteplici soluzioni che permettono la realizzazione di questa tipologia di impianto di protezione, nel rispetto delle normative oggi in vigore.

 

Messa a terra

Messa a terra

Si definisce "impianto di messa a terra" il complesso di opere e di condutture che permette un contatto elettrico efficiente con il terreno, al quale si attribuisce convenzionalmente un potenziale uguale a zero, e che viene costruito allo scopo di disperdere nel terreno stesso correnti elettriche.

In un impianto elettrico la messa a terra, associata ad un corretto collegamento equipotenziale delle masse, è una misura di protezione dai contatti indiretti.

Gli scopi ai quali si intende quando si costruisce un impianto di terra possono essere:

  • proteggere le persone dallo shock elettrico (messa a terra di protezione);
  • consentire il corretto funzionamento degli impianti e dei suoi componenti elettrici (messa a terra di funzionamento);
  • consentire lavori di manutenzione in sicurezza.

​La norma CEI 64-8 definisce l’impianto di messa a terra come l’insieme dei dispersori, conduttori di terra, collettori (o nodi di terra), conduttori di protezione ed equipotenziali, destinati a realizzare la messa a terra di protezione.

 

Parafulmini e limitatori di sovratensione

Parafulmine

Già alla metà del 18° secolo Benjamin Franklin dimostrò che la scarica atmosferica è un fenomeno elettrico e per cui lui fu la persona che inventò l'impianto parafulmine.

Oggi però si sa che la protezione dai fulmini va oltre la gabbia composta da captatori, calate e l'impianto di terra. Serve un ampio sistema di protezione, che viene descritto e spiegato nella norma CEI EN 62305 (CEI 81-10).

La norma in questione suddivide i parafulmini in due categorie: gli LPS (Ligthning Protection System) esterni o impianti di protezione contro le scariche atmosferiche dirette e LPS interni o impianti di protezione da sovratensioni.

Gli LPS esterni hanno lo scopo di intercettare i fulmini diretti sulla struttura (con un sistema di captatori), condurre a terra la corrente di fulmine senza danni alla struttura (con le calate) e disperdere a terra la corrente di fulmine (con il sistema di dispersori).

Un LPS interno viene realizzato per la protezioni degli impianti elettrici ed elettronici con l'ausilio di scaricatori di corrente e/o tensione noti anche come SPD.

Il dimensionamento degli SPD segue il concetto di protezione da fulminazione a zone (LPZ), con il quale si definiscono le zone dell'ambiente elettromagnetico creato dal fulmine. Ai passaggi da una zona all'altra devono essere installati gli SPD con le relative caratteristiche necessarie, seguendo il corretto coordinamento tra SPD ad innesco (spinterometri) per la corrente da fulmine e gli SPD a limitazione (varistori) per le sovratensioni.

Fonte: catalogo generale Dehn Italia SpA.

 

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